VIA AI RIMBORSI DELL'IVA SULLA TARIFFA DEI RIFIUTI


Partono i rimborsi contro le società che gestiscono i rifiuti perchè i cittadini, secondo la Cassazione e la Corte Costituzionale, hanno pagato l'IVA sulla tariffa dei rifiuti (TIA) ma la stessa non era dovuta.
Comunicato di Confconsumatori che chiarisce la vicenda.

Via al rimborso dell’IVA sulla tariffa dei rifiuti

Pistoia, 30 settembre 2009

Alla luce della recente giurisprudenza che ha confermato, con sentenza della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, l’illegittimità dell’applicazione IVA sulla T.I.A. (tassa di igiene ambientale), la federazione Confconsumatori di Pistoia dà ufficialmente il via alle pratiche di rimborso, mettendo a disposizione dei consumatori un modello di lettera appositamente predisposto per la richiesta di rimborso dell’IVA (pari al 10% sull'imponibile) fino ad oggi pagata dagli utenti.
Tale modello sarà disponibile gratuitamente per gli associati presso la sede dell’associazione a Pistoia e a Larciano.

La lettera, compilata in ogni parte, dovrà essere trasmessa con raccomandata a.r. all'azienda che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti e che riscuote le relative bollette (in particolare Publiambiente per i comuni di Monsummano, Pieve, Larciano, Lamporecchio, Massa e Cozzile, Chiesina e Ponte Buggianese) ed anche al Comune di appartenenza.

La Confconsumatori di Pistoia precisa che, in caso di mancato rimborso, i cittadini potranno procedere giudiziariamente per ottenere quanto a loro dovuto. In tal caso, sarebbe opportuno formare un gruppo numeroso di utenti in modo da depositare tutti insieme le relative richieste di rimborso, risparmiando così anche sulle spese.
La Corte di Cassazione ha, infatti, chiarito che trattandosi di una entrata di natura tributaria, e non di una tariffa, non può essere applicata l’IVA, e cioè un tassa sulla tassa!

La Confconsumatori di Pistoia, tramite i suoi legali, assisterà tutti i cittadini che, avendo pagato più del dovuto, chiedano il rimborso dell’IVA dal momento dell’applicazione della T.I.A (comunque non oltre 10 anni) ad oggi, oltre a quello che eventualmente saranno costretti a pagare in futuro allo stesso titolo.

La lettera all’ente esattore costituisce anche diffida per la futura imposizione dell'IVA che l'azienda non potrà più esigere in bolletta.


Articolo tratto da: Informalarciano - Sito curato da Alternativa per Larciano - http://www.informalarciano.altervista.org/
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